Giovedì 9 maggio alle 19 presso Bibliothè (Via Celsa 4/5, Roma) Raffaele Torella, docente di Lingua e Letteratura Sanscrita dell’Università Sapienza, presenterà il libro “Gli aforismi di Śiva”, testo fondamentale del cosiddetto Śivaismo del Kaśmir.

Insieme allo studioso, curatore del lavoro recentemente edito da Adelphi, inteverrà Gioia Lussana, indologa e docente yoga.

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Vasugupta, “Gli aforismi di Śiva” con il commento di Ksemarāja (Śivasūtravimarśinī)

A cura di Raffaele Torella

(Piccola Biblioteca Adelphi 2013, pp. 323, € 17).

 

(Dal risvolto di copertina):

Composti nel IX secolo, Gli aforismi di Śiva (Śivasūtra) sono una delle opere basilari del cosiddetto Śivaismo del Kaśmir, o Trika, «Triade». Riscoperti solo nel Novecento, gli insegnamenti delle scuole Trika – che rientrano nell’ambito più vasto del Tantrismo e sono improntati a un non-dualismo radicale (paramādvaita, «supremo non-dualismo») – si sono andati rivelando i più alti raggiungimenti della speculazione e della spiritualità indiana di ogni tempo, e hanno attratto un numero crescente di studiosi e di ricercatori, dall’India all’Europa agli Stati Uniti. Secondo l’insegnamento essenziale del Tantrismo, il progresso spirituale deve essere visto non già come un cammino di negazione e di rinuncia, ma come una coltivazione e intensificazione – talvolta fino al parossismo e alla trasgressione – di tutte le linee di energia che animano l’esistenza ordinaria e, in primo luogo, l’individuo nella sua fisicità e nelle sue pulsioni, compresa quella sessuale. Il mondo non appare – come nelle coeve filosofie e religioni brahmaniche a noi più familiari – quale un fosco e incerto sogno da cui risvegliarsi al più presto, ma come la spontanea espressione del divino, che per suo tramite si manifesta liberamente. In miracoloso equilibrio, il pensiero tantrico kaśmiro si muove tra esperienza spirituale, epistemologia e una avanzatissima speculazione filosofico-linguistica, aprendo come mai prima era accaduto l’esperienza religiosa e filosofica alla contemplazione estetica (il pensiero estetico, uno dei grandi contributi dell’India alla cultura dell’umanità, si definisce nella sua forma più compiuta appunto negli ambienti tantrici śivaiti). Questa nuova visione del mondo e dell’umano trova nelle scuole śivaite del Kaśmir medioevale le sue formulazioni, insieme più eleganti ed estreme.