“La crescita dei salari nell’Eurozona viaggia ai minimi da sei anni e i banchieri centrali guardano con crescente preoccupazione alla dinamica secondo cui le aziende pagano sempre meno i dipendenti e questi ultimi sono sempre più disposti ad accettare stipendi più bassi. Un fenomeno a cui potrebbero aver contribuito le recenti riforme del mercato del lavoro, che hanno introdotto la flessibilità per favorire l’occupazione, ma hanno anche mandato in soffitta i vecchi schemi di indicizzazione dei salari.”

 

(Andrea Franceschi, “Il Sole 24 Ore”, martedì 11 ottobre 2016, p. 11)