Buon Natale e buon anno!”.

E’ forte la tentazione di non aggiungere altro, restare generici, come quando si regalano i buoni acquisto e poi ognuno decide cosa comprarci: non sarà il massimo della poesia, ma almeno si evitano errori e fraintendimenti. E invece no. Forse è meglio correre il rischio di sceglierlo il regalo, magari non sarà esattamente quello giusto, ma almeno dirà qualcosa di noi, di quello che consideriamo buono e bello, di quello che siamo e che ci auguriamo di essere.

Per quanto riguarda il Buon Natale propongo un frammento del messaggio di Benedetto XVI nel 2008 che un buon amico mi ha inviato in questi giorni. Dopo aver attualizzato il significato del versetto “il Verbo si è fatto carne” traducendolo con “il Senso si è fatto carne”, il messaggio afferma: “A molti uomini, ed in qualche modo a noi tutti, questo sembra troppo bello per essere vero. In effetti, qui ci viene ribadito: sì, esiste un senso, ed il senso non è una protesta impotente contro l’assurdo. Il Senso ha potere: è Dio. Un Dio buono, che non va confuso con un qualche essere eccelso e lontano, a cui non sarebbe mai dato di arrivare, ma un Dio che si è fatto nostro prossimo e ci è molto vicino, che ha tempo per ciascuno di noi e che è venuto per rimanere con noi.” (QUI). Che il senso sia una «protesta impotente» è oggi uno dei timori più diffusi e più scoraggianti. Se Buon Natale significa augurare dunque di non cedere alla tentazione dell’impotenza e continuare a credere che il senso (sia minuscolo che maiuscolo) esiste ed è l’unica possibile risposta alla delusione, allora mi sembra un buon augurio.

Per quanto riguarda il Buon anno è più difficile vincere la tentazione di regalare il buono acquisto. Propongo un sano pragmatismo: la situazione è quella che è, non quella che vorremmo, sul piano sociale, politico ed economico. Lamentarsi e scavare nel passato serve solo a farsi del male: l’unica cosa che serve è avere idee “percorribili” su cosa fare per cambiare questa situazione e farlo. Il contenuto del mio augurio è dunque la concretezza, la capacità di ragionare su ciò che è possibile senza consolatorie fughe in avanti o indietro. Lo auguro alla politica e ai politici, alle associazioni impegnate nel sociale, agli amici con cui condivido il cammino e a me stesso.

E adesso che abbiamo scelto i regali li possiamo incartare: Buon Natale e buon anno!.