Un’estate tumultuosa è appena finita e la politica ci propone ogni giorno scenari sconcertanti, difficili da leggere e interpretare con distacco a causa dei presupposti che li ispirano, degli effetti che producono e delle conseguenze che lasciano temere. Passaggi difficili che non mancheremo di approfondire e di affrontare insieme, ma solo dalla prossima settimana perché questa prima newsletter la vogliamo dedicare ad un’amica che questa estate ci ha inaspettatamente lasciato.

Miriam Dubini aveva poco più di quarant’anni e di lei abbiamo già parlato l’anno scorso (QUI) quando ci invitò alla presentazione del suo libro “Il viaggio di Sama e Timo”. Miriam aveva un dono raro: sapeva parlare ai bambini con il loro linguaggio, sapeva vedere il mondo con i loro occhi e -come loro- sapeva cogliere l’essenziale senza distrazioni. Miriam ha dedicato ai bambini tutta la sua produzione, scrivendo libri, curando sceneggiature, inventando avventure e giocando direttamente con loro in modo creativo e costruttivo. Presentando il suo ultimo romanzo -pochi giorni prima dell’incidente che le è costato la vita- diceva: «L’avventura è un bisogno primario, come l’acqua e il cibo», riuscendo ancora una volta a declinare nel modo giusto la sua narrazione e a produrre testi che aiutassero i bambini a sviluppare il proprio mondo interiore senza barriere e senza pregiudizi. Una ricchezza di sentimenti e di indicazioni che -ne siamo sicuri- Guglielmo saprà trasmettere al piccolo Enrico nel modo migliore.

Miriam ci ha insegnato con la sua vita la leggerezza della creatività e ci ha ricordato con la sua morte improvvisa quello che conta davvero: le relazioni che abbiamo saputo creare e l’amore che abbiamo saputo ricevere e trasmettere, a livello personale e a livello sociale. Così come siamo, come sappiamo e come possiamo. Grazie Miriam.