Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur…”, la traduzione letterale sarebbe “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”, invece una traduzione più aggiornata l’ho trovata nelle parole di Mario Giro (ex viceministro degli Esteri):  “Davanti a questo vissuto quotidiano, non abbiamo il tempo di attendere le elucubrazioni nella battaglia tra capi e capetti del partito democratico…”. Questo il clima -sabato scorso- all’assemblea di DemosDemocrazia solidale, la rete civica che dialoga con le sigle dell’associazionismo cattolico e laico e che punta a una proiezione nazionale dopo il sorprendente 2,5% delle Regionali nel Lazio (circa 50 mila voti) a sostegno di Nicola Zingaretti, eleggendo in Consiglio regionale Paolo Ciani.

Promotori dell’incontro lo stesso Paolo Ciani e Mario Giro, oratori principali l’ex premier Paolo Gentiloni e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. Il tutto con titolo chiaro e impegnativo: ‘Pensa solidale! Un’altra idea di Paese, una nuova proposta politica‘.

In attesa di “Piazza Grande”, la importante convention di Nicola Zingaretti il prossimo 13 e 14 ottobre, una nuova opposizione è finalmente in movimento: Demos-Democrazia Solidale è una sorta di manifesto antisalviniano, antisovranista e antinazionalista. “Noi vorremmo essere il partito delle periferie -dice Mario Giro- da quelle italiane a quelle da cui provengono i migranti” e Paolo Ciani precisa: “Non siamo un partito cattolico. Abbiamo una idealità chiara e sociale che parla a tutti e guardiamo al campo del centrosinistra“.

Il popcorn è finito, qualcosa finalmente si muove.