L’amico Gabriele Bariletti, commentando la newsletter della scorsa settimana “Tenere a bada l’oscurità”, ha scritto: “…mi hai fatto pensare a un passaggio del Dott. Zivago quando il fratello del protagonista -alto funzionario del Partito- vedendo questi che stacca alcune assi di legno da una staccionata per accendere il fuoco in casa, riflette fra sé e sé un pensiero di Lenin: «un solo uomo che smonti una staccionata per procurarsi la legna per scaldarsi è patetico; se parte del popolo facesse la stessa cosa in poche ore la città sarebbe distrutta».

Parafrasando la riflessione di Lenin potremmo dire che se un ministro proponesse in una sola settimana di chiudere i porti, schedare su base etnica le persone, uscire dagli accordi di Shengen, eliminare buona parte delle vaccinazioni obbligatorie e togliere la scorta a chi è minacciato sarebbe patetico; se parte del popolo fosse d’accordo con lui in poco tempo il paese sarebbe distrutto.

Il pericolo vero non è il singolo uomo che smonta la staccionata o il singolo ministro che gioca a fare il messia, il pericolo vero è che -stando ai sondaggi- un italiano su tre lo apprezza, lo sostiene e lo voterebbe subito. L’ego spropositato di un ministro non ce la farebbe a distruggere un paese, ma un terzo degli italiani può riuscire nell’impresa. Un terzo degli italiani che si entusiasma all’idea dell’uomo forte che alza la voce, che si scopre felicemente razzista, che crede davvero che staremo tutti meglio chiusi nel castello a raccontarcela invece che fuori a giocarcela con gli altri sette miliardi di persone con cui condividiamo  questa storia: questa è la brutta notizia.

Non è l’orco che fa paura, sono quelli che lo applaudono.

La buona notizia è che uno su tre è la metà di due su tre. Dobbiamo stare attenti al contagio e non accontentarci di “tenere a bada l’oscurità”: bisogna riaccendere la luce.