Esiste un modo infallibile di non offendere la sensibilità degli altri ed è smettere di averne una propria. Ci stiamo arrivando. Nel mondo slavato dei non luoghi e delle non identità, l’unica soluzione possibile è la negazione perpetua”, questa la conclusione alla quale arriva Massimo Gramellini (QUI) sul Corriere di qualche giorno fa, ironizzando sull’andazzo di rinunciare festeggiare il Natale per non urtare la sensibilità di chi non lo festeggia. Penso siano davvero pochi quelli che non lo festeggiano: conosco anche musulmani e induisti felici di condividere la festa degli amici italiani con panettone e regalini e a chi obietta che non ne condividono però il significato religioso suggerirei di chiedersi quanti siano gli italiani per i quali è davvero l’evento religioso la ragione del loro festeggiare. Ma anche a prescindere dalla retorica delle feste svuotate di significato, è proprio l’approccio “metodologico” che ritiene la rinuncia alle proprie convinzioni, identità e sensibilità utile a migliorare le relazioni con chi la pensa diversamente ad essere sbagliato. Non è rinunciando alla nostra identità, o diluendola in un insipido brodo,  che vivremo meglio tra persone con convinzioni diverse, al contrario è proprio la possibilità che ciascuno possa serenamente affermare ciò in cui crede a rendere la convivenza una scelta matura e non un fragile equilibrio in bilico tra parole da non dire e gesti da non fare. Dobbiamo piuttosto trovare una modalità assertiva dei nostri valori, delle nostre esigenze e delle nostre ritualità che non sia escludente e irrispettosa. Non dobbiamo rinunciare a niente se non a pretendere che tutti la pensino come noi e non sarà la negazione ad aiutarci, ma la preziosa empatia di chi riesce a rispettare gli altri come vorremmo che gli altri rispettassero noi.

Chiarito questo, posso augurare serenamente a tutti buon Natale. Una festa per me ricca del significato religioso che l’ha originata, l’irrompere della divinità nella storia dell’uomo, che condivido gioiosamente con chi la vive con diverse declinazioni, accenti e sensibilità.