Il dramma dei profughi: la politica del male minore – la rinuncia a decidere – ci porterà verso una forma di compromesso accettabile tra quello che dovremmo (Trattato dell’UE) e quello che riteniamo possibile? Il risultato sarà davvero un male – tutto sommato – “sostenibile”? O proprio questa rinuncia a decidere si rivelerà alla lunga fatale per l’Europa?

L’associazione Amici per la città, in collaborazione con il Centro Regionale Sant’Alessio Margherita di Savoia per i ciechi, propone un incontro con l’ambasciatore Armando Sanguini, per ragionare insieme sul destino dell’Unione Europea: dopo l’accordo con la Turchia e il Migration Compact, sempre più simile a un “continente fortezza”, ossessionato dalla difesa dei propri confini e incapace di una visione politica di insieme.

Quell’Europa che, “priva di lungimirante autorevolezza e razionalità ha optato per un improbabile “male minore”, decidendo di pagare un altro Stato perché si facesse carico di quell’impegno, affidandogli di fatto il ruolo di garante della sua frontiera esterna” (QUI).