Volevo provare a fare il punto della situazione politica, ma questo “punto” continua a spostarsi e non ha nessuna voglia di farsi definire. Scenari che oggi sembrano probabili diventano impensabili domani e chi oggi sembra dare le carte domani potrebbe essere fuori dai giochi. Ragionare è diventato difficile, trovare vie d’uscita complicato, fare previsioni estremamente azzardato.

Non vorrei essere nei panni del Presidente della Repubblica.

Un amico mi è venuto in soccorso con un whatsapp che ha almeno il pregio della leggerezza e dell’ironia:

“Le Stelle da filanti mi sembrano diventate cadenti: fossi in loro non insisterei troppo con il crescente AL VOTO AL VOTO.

Hanno piedi d’argilla.

Uno dei Matteo sembra LEGArsi sempre più al bisnonno di Arcore. Ma spera solo nel lascito testamentario.

Non mi fiderei di questo nipote acquisito.

E il PD è il più chiaro di tutti: Parecchi Dubbi.

Fossi il Presidente, trasformerei il cognome in mattarello: da usare lunedì, a chi tocca tocca!”

La prossima settimana sembra essere decisiva, non me la sento di auspicare scenari; mi accontenterei che il buon senso e il principio di realtà prendessero il posto del rancore e delle fantasie.