Benvenuti a “In Vista”

In Vista è una newsletter dedicata al mondo della disabilità visiva e alle persone che lo vivono: bambini, famiglie, professionisti, educatori, terapisti, insegnanti, esperti, realtà del terzo settore, istituzioni e protagonisti della vita culturale e sociale.

In queste pagine trovano spazio racconti di vita, esperienze e testimonianze, ma anche interviste, contributi di specialisti, progetti, buone pratiche e informazioni utili dal territorio.

In Vista vuole offrire uno sguardo ampio e umano sulla disabilità visiva, raccogliendo voci, conoscenze e percorsi che aiutano a comprendere meglio questo mondo e a costruire una comunità più consapevole, informata e inclusiva.

Chi siamo

Siamo genitori di bambini con disabilità visiva e persone che, a vario titolo, vivono o incontrano il mondo della cecità e dell’ipovisione. Condividiamo esperienze, domande, scoperte e percorsi che riguardano la crescita dei nostri figli ma anche la vita, i diritti e le opportunità delle persone cieche e ipovedenti di tutte le età.

Da questa esperienza nasce InVista: uno spazio di racconto, confronto e informazione che vuole mettere in luce storie, competenze, progetti e buone pratiche, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e inclusiva.

Perché crediamo che molte realtà meritino semplicemente di essere messe IN VISTA.

LA STORIA

WhatsApp Image 2026-02-24 at 18.21.03

Due fratelli e la musica oltre lo sguardo:

“La storia di Alessandro Maria Verrengia e suo fratello Flavio – IN VISTA”

Per iniziare

Alessandro Maria Verrengia è un giovane pianista e studente presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Alessandro ha costruito il suo percorso intrecciando studio, determinazione e una sensibilità musicale profonda.

La sua storia è anche una storia di famiglia. Accanto a lui c’è il fratello Flavio, con cui condivide non solo una rara patologia visiva, ma soprattutto una passione autentica per la musica.

Tra studio, concerti e nuove sfide, il loro cammino racconta come l’arte possa diventare uno spazio di libertà e di crescita, capace di trasformare anche le difficoltà in nuove possibilità.

 

Il momento della svolta

In uno dei momenti più delicati della sua vita, quando la sua patologia visiva stava progressivamente peggiorando, Alessandro incontra il Centro Regionale Sant’Alessio – Margherita di Savoia che diventa per lui non solo un luogo di assistenza, ma uno spazio in cui iniziare a costruire nuove competenze e maggiore autonomia.

Attraverso i corsi di tifloinformatica Alessandro impara a utilizzare le tecnologie assistive, trasformando il computer in uno strumento fondamentale per lo studio e la comunicazione.

Parallelamente, grazie ai percorsi di mobilità e autonomia, acquisisce maggiore sicurezza negli spostamenti e nella gestione degli spazi, rafforzando passo dopo passo la sua indipendenza nella vita quotidiana.

L’incontro con il pianoforte

Proprio in quegli anni entra nella vita di Alessandro qualcosa che avrebbe segnato profondamente il suo percorso: il pianoforte.

Davanti alla tastiera scopre uno spazio nuovo di esplorazione e di espressione. «Quando ho incontrato il pianoforte ho scoperto uno spazio in cui potevo tradurre le emozioni e sensibilità in suono» aprendo una strada che con il tempo diventerà sempre più centrale nella sua vita. Accanto alla formazione musicale, Alessandro porta avanti con grande impegno anche il suo percorso scolastico. Frequenta il Liceo Classico e conclude gli studi con il massimo dei voti, dimostrando una forte passione per la conoscenza e una determinazione che lo accompagneranno anche nel suo cammino musicale.

Due fratelli, una stessa passione

La storia di Alessandro è profondamente legata a quella del fratello Flavio. I due condividono una patologia visiva estremamente rara, la cui natura è stata identificata con maggiore precisione proprio dopo la nascita di Flavio. Ma oltre alla diagnosi, tra loro esiste qualcosa di ancora più forte: una passione autentica per la musica.

«Con mio fratello Flavio condivido non solo la stessa condizione, ma soprattutto una passione profonda per la musica. Suonare insieme è diventato per noi un modo di crescere e di sostenerci.» Alessandro, nel ruolo di fratello maggiore, ha spesso coinvolto Flavio nel suo percorso musicale, portando lo anche a condividere il palco durante concerti ed esibizioni.

Con il tempo questa esperienza si è trasformata in un vero dialogo musicale tra i due fratelli. Flavio, infatti, ha dimostrato fin da giovanissimo un talento notevole, tanto da entrare in Conservatorio in età molto precoce, seguendo le orme di Alessandro.

Studiare musica senza vedere

Studiare musica a livelli avanzati con una disabilità visiva richiede un impegno particolare, soprattutto nell’approccio alla musica Braille.

Questo sistema di notazione utilizza una simbologia complessa, in cui ogni segno può indicare note, ottave, alterazioni o dinamiche a seconda del contesto. La sua lettura richiede quindi un continuo lavoro di interpretazione e di astrazione.

Inoltre, non essendo possibile leggere la partitura e suonare contemporaneamente, Alessandro ha sviluppato una memoria musicale straordinaria. Le partiture vengono studiate e memorizzate progressivamente, sezione dopo sezione, trasformando lo studio musicale in un esercizio di grande concentrazione e ascolto.

Oggi Alessandro frequenta il secondo anno del triennio presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove i docenti ne sottolineano la sensibilità interpretativa e la capacità di analisi musicale.

Il legame con la sua città

Alessandro è molto legato alla sua città, Pomezia, dove nel tempo ha partecipato e contribuito a diverse iniziative culturali e giovanili del territorio.

Tra le esperienze più significative c’è il progetto “900 a Musical Memory”, realizzato presso il Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento e patrocinato dal Comune in occasione di un importante anniversario cittadino.

In questo contesto Alessandro non si è limitato all’esecuzione musicale, ma ha assunto anche il ruolo di curatore artistico, occupandosi della direzione musicale e della ricerca storica che ha accompagnato il progetto.

Attraverso concerti ed eventi pubblici, Alessandro e il fratello Flavio hanno così rafforzato il loro rapporto con la comunità locale, diventando un esempio di talento, impegno e passione per la musica.

Guardando al futuro

Oggi Alessandro prosegue il suo percorso musicale al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dedicandosi con impegno allo studio del pianoforte e alla crescita artistica.

Il futuro si apre con nuovi traguardi: approfondire il proprio cammino musicale, condividere la musica con il pubblico e continuare a costruire, insieme al fratello Flavio, uno spazio di espressione e di ricerca artistica. «La nostra musica diventa una forma di percezione che passa attraverso la sensibilità e l’essetto: una bellezza che nessuna condizione clinica può cancellare.»

Accanto alla musica, Alessandro continua a partecipare attivamente alla vita della sua comunità, rimanendo profondamente legato alla sua città, Pomezia.

In Vista

La storia di Alessandro è prima di tutto un messaggio di resilienza. Il suo percorso testimonia come la disabilità visiva non abbia mai frenato la sua sete di conoscenza, ma lo abbia accompagnato verso nuove forme di studio, espressione e crescita. Insieme al fratello Flavio, Alessandro dimostra come l’eccellenza possa nascere dall’incontro tra talento, supporti adeguati e impegno costante.

Accanto al talento e alla determinazione personale si incontrano anche altri elementi fondamentali: il sostegno della famiglia, i percorsi formativi e gli strumenti che hanno reso possibile costruire autonomia e competenze.

RACCONTA LA TUA STORIA

L’esperto risponde

Con la Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo

Accanto alle storie e alle esperienze che condividiamo in In Vista, vogliamo offrire anche uno spazio di orientamento per le famiglie.

Nasce così la rubrica “L’esperta risponde”, in cui la Dott.ssa Maria Luisa Gargiulo, psicologa e psicoterapeuta con una lunga esperienza nel campo della disabilità visiva, ci aiuta a rispondere ad alcune domande che spesso nascono nella vita quotidiana dei genitori.

 

La domanda:

“Dottoressa, molti genitori si chiedono se sia giusto dire a un bambino cieco parole come ‘guarda’ o ‘vedi’. È naturale continuare a usarle oppure sarebbe meglio scegliere altre parole?”

La risposta è sì. E forse il punto non è neppure questo.

Molti genitori mi fanno questa domanda con una certa esitazione. Temono che usare parole come guarda, vedi, hai visto possa mettere il bambino in difficoltà o ricordargli una mancanza. In realtà, dietro questo dubbio spesso c’è più la preoccupazione dell’adulto che un reale problema per il bambino.

Le persone con disabilità visiva usano normalmente il verbo vedere. Lo usano con gli altri e tra loro. In molti casi non significa vedere con gli occhi, ma accorgersi, notare, rendersi conto. È un uso del tutto naturale della lingua, e una persona non vedente ne comprende perfettamente il significato nel contesto.

Per questo non ha molto senso costruire intorno al bambino un linguaggio artificiale o pieno di cautele. Il bambino ha bisogno di crescere dentro la lingua reale, quella che si usa ogni giorno.

Il punto, semmai, è un altro: stiamo parlando di qualcosa che il bambino può davvero conoscere? Lo stiamo mettendo nelle condizioni di accorgersene?

Se dico: “Guarda la bambola di tua sorella, ha i capelli ricci”, ma il bambino non può toccarla, esplorarla, raccogliere nessun elemento utile, allora quella frase diventa poco adeguata. Non perché contiene il verbo guardare, ma perché attribuisce al bambino una conoscenza che in quel momento non può avere.

Se invece gli permetto di toccare la bambola, di sentirne i capelli, di esplorarla con calma, allora quella stessa frase diventa perfettamente sensata. In quel momento guardare significa accorgersi, fare esperienza, conoscere.

Un bambino con deficit visivo non ha bisogno di adulti che eliminino dal vocabolario il verbo vedere. Ha bisogno di adulti che rendano il mondo accessibile alla sua esperienza, attraverso il tatto, l’udito, il movimento e il tempo necessario per esplorare.

FAI UNA DOMANDA

Opportunità dal territorio

Avviso pubblico “Vita & Opportunità”

Il 2 marzo 2026 il Dipartimento per le Politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l’avviso pubblico “Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti”.

Il bando mette a disposizione importanti risorse economiche per sostenere progetti dedicati all’autonomia, all’inclusione sociale e allo sviluppo dei talenti delle persone con disabilità.

I progetti possono essere presentati da reti territoriali guidate da enti del Terzo settore, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità di partecipazione e di crescita nelle comunità locali.

Per maggiori informazioni e per consultare il bando:
https://disabilita.governo.it/it/avvisi-e-bandi/informativa-avviso-vita-opportunita/

CLICCA QUI

Un invito aperto

In Vista nasce per raccontare, condividere e mettere in luce percorsi che spesso restano invisibili.

Questo spazio è anche tuo. Se senti che anche la tua esperienza può essere raccontata, questo spazio è aperto.

TENIAMOCI IN VISTA