Lo scorso 1° ottobre, a Cesena, papa Francesco ha tratteggiato (QUI)  una interessante riflessione sulla politica invitando tutti a riscoprire “il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile” e a dare ciascuno il proprio contributo per “far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a riconoscere che ogni idea va verificata e rimodellata nel confronto con la realtà; pronti a riconoscere che è fondamentale avviare iniziative suscitando ampie collaborazioni più che puntare all’occupazione dei posti”.

Un invito, insomma, a rimboccarsi le maniche e a “provare ad agire di persona invece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l’operato degli altri”.

E qui nel Lazio, in vista delle prossime elezioni regionali, c’è chi ha raccolto questo invito. Ho avuto modo di seguire da vicino il formarsi della lista “Centro solidale per Zingaretti”, una lista che vede al suo interno molti rappresentanti di associazioni impegnate da sempre nel sociale, nel sostegno ai più deboli, nella accoglienza e nella integrazione dei migranti, nel volontariato, nel welfare e nella sanità.

Conosco personalmente molti di loro e si tratta di amici per i quali i valori prevalgono sugli interessi. Persone che hanno trovato il coraggio di esporsi accettando di metterci la faccia, il tempo e l’impegno.

E’ certamente più confortevole stare a casa invece che in piazza, ma -ci ricorda ancora papa Francesco- è la piazza il luogo in cui “si «impasta» il bene comune”, il “luogo emblematico dove le aspirazioni dei singoli si confrontano con le esigenze, le aspettative e i sogni dell’intera cittadinanza; dove i gruppi particolari prendono coscienza che i loro desideri vanno armonizzati con quelli della collettività”.

Ecco, mi piacerebbe che in questa piazza ci fossero persone che stimo e con le quali condivido i valori e l’impegno.