Secondo un sondaggio Demos della scorsa settimana, Salvini ha contagiato gli elettori M5S convincendoli che le sue scelte in tema di politica migratoria sono giuste e ora due elettori su tre sono contro i migranti: se a gennaio 2017 solo il 43% degli elettori del movimento avrebbe respinto i migranti, oggi oltre il 66% sta col leader della Lega e solo il 27% segue la linea dell’accoglienza.

Prescindendo dalla rudimentale polarità del quesito accogliere/respingere, come fosse possibile ridurre una questione così complessa a una scelta secca senza distinguo, senza riferimenti ai diritti umani coinvolti, alle conseguenze politiche e agli accordi internazionali, quello che vorrei sottolineare è la dinamica del cambiamento di opinione, qualcosa che -ovviamente- non riguarda solo gli elettori del M5S.

Certo che si può cambiare idea su una determinata questione (“solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione” diceva il poeta J.Russell Powell), ma cosa ci fa cambiare idea? La cambiamo perché fatti nuovi modificano i presupposti delle nostre convinzioni; perché maturiamo gradualmente un diverso convincimento in seguito ad esperienze, incontri, letture, approfondimenti; perché la nostra ricerca valoriale ci porta a considerare le cose da un punto di vista diverso. Tutti percorsi rispettabili e non possiamo certo escludere che sia stato proprio un consapevole processo di analisi e approfondimento a portare migliaia di persone a convincersi della necessità di  chiudere i porti, di effettuare i respingimenti in mare, di cancellare i permessi umanitari, di escludere i richiedenti protezione dai centri di accoglienza e di tagliare i fondi per sostenere l’integrazione come i corsi di lingua e la formazione al lavoro per i migranti, ma consentitemi almeno il beneficio del dubbio.

Sono davvero nuove convinzioni ad aver mutato l’atteggiamento e lo stato d’animo di tante persone o non è forse possibile che stia avvenendo il contrario, cioè che la martellante proposta di atteggiamenti di radicale rifiuto -presentati a livello istituzionale come lucidi, nobili e risolutivi- abbia velocemente indotto le nuove convinzioni? Siamo al sicuro dai contagi emotivi replicati all’infinito?

Esprimo questo dubbio con estrema preoccupazione. Oggi sono i migranti, ma se la dinamica funziona, domani potrebbero essere altri. Aldous Huxley  scriveva: “Il fatto che gli uomini non imparino dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna”. I contagi più pericolosi sono quelli di cui non ci accorgiamo.